Anief: “Confermati organici anno scorso, pronti a denunciare”

“Continua la farsa sugli organici della scuola: lo ha fatto sapere il Miur ai sindacati, confermando anche per il prossimo anno scolastico i 48.812 posti di “potenziamento”, introdotti con la riforma Buona Scuola voluta dal Pd, ma soprattutto i 50 mila posti in deroga su sostegno che costringeranno gli uffici scolastici ad assegnarli ai supplenti, dopo non averli considerati utili nemmeno per i trasferimenti”. E’ quanto si legge in una nota dell’Anief che aggiunge: “L’organico fermo non si comprende, inoltre, se pensiamo che lo stesso Ministero ha assicurato che da settembre ci saranno 2.000 posti in piu’ per il tempo pieno, voluti dal governo come inizio di un’inversione di tendenza, a cui si aggiungono altri 1.169 posti per l’introduzione della riforma nel II anno dei nuovi Istituti Professionali, che ha portato una maggiorazione delle attivita’ scolastiche laboratoriali, piu’ 400 posti di Strumento musicale, a seguito dei nuovi quadri orari con all’interno la reintroduzione dell’ora di strumento cancellata inopinatamente dal Miur e fatta ripristinare grazie all’azione in tribunale dei legali Anief”.

“In attesa dei dettagli che il Miur fornira’ con la circolare annuale sugli organici, di prossima pubblicazione, come riferisce oggi Orizzonte Scuola – prosegue la nota – Anief ricorda che sono passati quattro anni dalla riforma della “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della Legge 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia, nel quale far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. E molti di quei posti continuano ad essere utilizzati in modo errato; infatti, il sindacato continua a raccogliere lamentele, incentrate sul fatto che le attivita’ di potenziamento previste dal Ptof sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attivita’ non previste dalla legge, come la partecipazione alterna ai consigli di classe o interclasse e gli scrutini. Il problema delle cattedre non collocate come dovrebbero e’ tuttavia ampio. Ci sono moltissimi posti in organico di fatto, forzatamente tenuti in quella nicchia anche se poi si tratta di posti vacanti a tutti gli effetti, quindi da collocare in organico di diritto. C’e’ poi il vulnus delle 50 mila cattedre su sostegno, che attraverso la Legge 128 del 2013 continuano a rimanere tali, non considerati utili ne’ per le immissioni in ruolo ne’ per la mobilita’, continuando a determinare il “balletto” dei docenti che fanno didattica speciale e che ogni anno, anche piu’ volte l’anno, sono costretti a cambiare scuola, andando a determinare seri problemi alla continuita’ didattica e al diritto allo studio degli alunni con disabilita’ certificata”.

“E’ questo il quadro desolante che il Ministero dell’Istruzione ha appena annunciato di confermare anche per il prossimo anno scolastico, mentre l’ufficio legale dell’Anief ribadisce di andare avanti con le impugnazioni in tribunale, proprio perche’ alla base delle scelte dell’amministrazione continuano a non essere rilevate le effettive esigenze di assegnazione degli organici”. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i precari fanno bene a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine: non e’ giusto soccombere a delle logiche che continuano solo ad assecondare i bisogni di fare cassa dal Miur. Mentre i diritti dei lavoratori con meno certezze, quali sono appunto i precari, continuano ad essere sistematicamente calpestati”.

Anief conferma, quindi, “la volonta’ di fare ricorso al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento a seguito di illecita reiterazione dei contratti a termine durante il periodo di precariato: il ricorso e’ rivolto a docenti e Ata precari e di ruolo che hanno svolto da precari almeno 36 mesi di servizio in scuola statale su posto vacante e disponibile. Possono aderire docenti e Ata di ruolo che abbiano prestato, da precari, almeno 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile in scuola statale. Possono aderire anche docenti e Ata delle province di Trento, Bolzano e Aosta. Per gli iscritti al sindacato il ricorso e’ gratuito. Gli interessati al ricorso possono cliccare qui”. (ITALPRESS).

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