Agroalimentare: riso, economia circolare e ricerca qualità sostenibile

Economiacircolare e ricerca partecipata saranno sempre di piu’ alla base dell’agricoltura sostenibile del 21mo secolo. Anche nella produzione del riso. Lo dimostra il progetto Risobiosystems, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, per fornire alle aziende produttrici di riso nuovi strumenti di analisi e intervento per affrontare i temi della sostenibilita’ integrale del settore agroalimentare. I primi risultati del progetto sono stati presentati a Milano, alla Centrale dell’Acqua, nel corso della conferenza ‘Parliamo di riso’, con la partecipazione del ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio, del vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, dei vertici di MM – l’azienda del Comune di Milano che gestisce la rete idrica del capoluogo lombardo – e di numerosi ricercatori, tecnici e responsabili di aziende agricole coinvolte nell’iniziativa.

“Penso che compito di tutti i ministeri non sia soltanto quello di gestire le emergenze ma anche quello di programmare attraverso progetti a medio e lungo termine, che molto spesso vadano anche al di la’ del mandato elettorale”, ha commentato il ministro Centinaio a margine della presentazione. Nel progetto Risobiosystems sono coinvolti diversi gruppi di esperti del Centro di Ricerca del Mipaaft (CREA-RIS Vercelli e CREA-INEA), delle universita’ di Milano e Torino, del CNR-ICRES di Torino e dell’ENR. Le attivita’ previste vanno dalla valutazione degli attuali livelli di conoscenza tecnico-scientifica all’individuazione di tecniche innovative per l’azienda risicola, dall’analisi del sistema di controlli e vigilanza per la certificazione nel biologico al coinvolgimento dei vari operatori della filiera per permettere la massima diffusione dei risultati. “Abbiamo bisogno di fare circolare i saperi – ha spiegato all’Italpress il presidente di MM, Davide Corritore – in questo momento in cui in molti campi, dall’acqua all’alimentazione, assistiamo a una eccezionale crescita di innovazioni, di nuove modalita’ di produzione, cio’ che viene chiamato Agricoltura 4.0. E’ necessario che questi saperi non restino appannaggio di pochi esperti ma arrivino a tutto il mondo produttivo, perche’ sono moltissime le aziende, anche di piccole dimensioni, che ne hanno bisogno. MM, con la Centrale dell’Acqua, si sta impegnando proprio per favorire la circolazione dei saperi e creare le basi, per tornare al tema della conferenza di oggi, affinche’ le aziende crescano e la qualita’ del riso sia ai massimi livelli”.

Per questo, e’ stato costituito nel 2017 il gruppo di lavoro Risobiovero, che vede impegnate con un approccio partecipativo numerose aziende agricole della Lomellina, del Vercellese e di altre aree italiane interessate dalle coltivazioni di riso biologiche, oltre a ricercatori, rappresentanti delle regioni Lombardia e Piemonte, societa’ di distribuzione e gruppi di acquisto. “L’obiettivo finale – ha concluso Corritore – e’ far si’ che questa circolazione di saperi si trasformi concretamente in beni e servizi utili per le persone”. (ITALPRESS).

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