Anief, lettera aperta a Bussetti per risollevare ruolo docenti

“Il nuovo anno e’ l’occasione per rimettere in ordine le cose. E capire quali sono quelle piu’ importanti, assieme agli obiettivi da raggiungere. E’ con questo spirito che il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, studioso di burnout derivante da stress da lavoro, in particolare dall’insegnamento, si e’ rivolto al Ministro Marco Bussetti, partendo dai casi in crescita di aggressioni e di violenza verso gli insegnanti. A questo proposito, il medico sostiene che non e’ piu’ possibile continuare ad assistere all’indifferenza istituzionale dinanzi ai docenti che vengono aggrediti e picchiati dai genitori o dagli studenti”. Lo afferma l’Anief in una nota. “La seconda questione trattata da Lodolo D’Oria riguarda la salute degli insegnanti: il problema e’ che non siamo ancora riusciti ad identificare le malattie professionali, cosa che potremmo fare tranquillamente ottenendo i dati dell’ufficio III del Ministero dell’Economia e Finanze, al fine di realizzare uno studio nazionale per quelle che sono le inidoneita’ all’insegnamento per motivi di salute – prosegue il sindacato -. Solo che questi dati, dice il medico, lo stesso ufficio III lo scorso mese di maggio li ha negati addirittura ai sindacati, come l’Anief. Il problema e’ che si tratta di informazioni appartenenti ai lavoratori e non al Mef. E quindi, a ragione, i lavoratori esigono questi dati: il Ministero dell’Istruzione dia seguito al nostro appello, anche mettendosi d’accordo con il dicastero di Grazia e Giustizia su come arginare le aggressioni agli insegnanti”.

“Un altro aspetto importante da affrontare e’ quella della previdenza della categoria: molti parlano della rivisitazione della riforma pensionistica Fornero. Ma non si possono fare le riforme previdenziali se non si conoscono le malattie professionali degli insegnanti, le quali nell’80 per cento dei casi sono di tipo psichiatrico. Perche’ stiamo parlando, al contrario di tutti gli stereotipi e dei luoghi comuni, di una professione psico-fisicamente usurante – spiega ancora l’Anief -. L’ultimo punto e’ il rinnovo del contratto: speriamo che i sindacati si diano veramente da fare, perche’ quello ottenuto un anno fa, dopo nove anni di latitanza, e’ stato veramente un aumento salariale irrisorio. Noi richiediamo che gli insegnanti italiani vengano ad avere, almeno, alla pari dei loro colleghi europei, lo stesso trattamento economico. Questo e’ quello che la scuola italiana chiede e le forze politiche che sono oggi al governo, le quali hanno avuto un forte sostegno dagli insegnanti, devono rispondere a questo appello: altrimenti, per loro sara’ un dramma”. “Lo stress da lavoro correlato – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – e’ alla base di un numero altissimo di patologie che emergono dopo i 50 anni di eta’, a seguito dei tanti anni trascorsi dietro la cattedra, e continua furbescamente ad essere eluso da chi governa la Scuola: ma non e’ piu’ possibile mettere la testa nella sabbia, perche’ il fenomeno del burnout, come confermato dai piu’ recenti studi sullo stress da lavoro correlato, sta assumendo dimensioni ciclopiche, che a breve travolgeranno l’indifferenza del Miur”.

“Allo stesso modo – continua il sindacalista – occorre condannare con il massimo rigore tutte le forme di aggressione prodotte verso i docenti pubblici ufficiali: andando fino in fondo con le indagini e con il massimo della pena, come sembrerebbe voler fare il magistrato che a Feltre ha indagato per interruzione di pubblico servizio una decina di studenti, i quali durante le lezioni si prendevano gioco della docente di chimica, anche con scherzi pesanti, fino ad impedirle di fare lezione e a costringerla a rivolgersi alle forze dell’ordine”. “Per quanto riguarda la previdenza – dice ancora Pacifico – e’ ovvio che una riforma non strutturale come quella che sta andando ad approvare l’attuale governo giallo-verde non puo’ bastare: ad essere usurante, lo ha ricordato anche Lodolo d’Oria, e’ tutta la professione dell’insegnamento, a qualsiasi livello. Non dimentichiamoci, poi, che stiamo parando del corpo docente piu’ anziano al mondo. Ecco perche’ abbiamo fatto la richiesta di accesso agli atti al Mef, cosi’ da sapere quanti sono stati i casi di stress correlato al lavoro e poter disciplinare la materia: ci uniamo al medico perche’ quei dati vengano al piu’ presto forniti alla nostra organizzazione”. (Italpress).

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