Diabete mellito, una pandemia silenziosa

Il diabete e’ una sorta di pandemia mondiale che in Italia colpisce 4 milioni di persone consapevoli della malattia ed un altro milione di persone che, pur essendone affette, non ne sono a conoscenza e quindi non fanno nulla per curarsi. Di questi circa 5 milioni di italiani con diabete oltre il 90% ha il tipo 2, associato ad uno stile di vita poco salutare ma fortemente condizionato da determinanti genetici. Il diabete comporta un rischio circa doppio di incorrere in malattie cardiovascolari e di morire per malattie cardiovascolari, ma si complica spesso anche con retinopatia, nefropatia, neuropatia, piede diabetico o altre patologie a carico di ossa, articolazioni, cute, polmoni, apparato digerente, ecc. Il diabete aumenta anche il rischio di gravi infezioni e di tumori. Ogni anno in Italia il numero di persone che muoiono a causa o anche a causa del diabete non e’ molto distante dal numero di persone che muoiono per cancro.

Dal punto di vista dell’economia sanitaria il diabete e’ una patologia estremamente costosa che in Italia rende conto di quasi il 15% della spesa sostenuta dal SSN. Circa il 90% di questa spesa e’ attribuibile al costo delle complicanze della malattia e solo il 10% alla gestione standard, fra cui la spesa per i farmaci anti-iperglicemizzanti, i dispositivi per monitoraggio e terapia, gli esami di laboratorio di ambito metabolico e gli accessi ai centri diabetologici. In questo terzo appuntamento, in Veneto, sulla Roadshow Diabetologia – Diabete mellito e complicanze cardiovascolari, organizzato da Motore Sanita’ e con il contributo incondizionato di Boehringer Ingelheim, ha aperto i lavori, nella sessione dedicata all’accessibilita’ al sistema e all’innovazione, la sfida nella Regione Veneto, Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale Regione del Veneto. “Diabete mellito e le complicanze cardiovascolari questione per altro delicatissima che deve far riflettere tutti, non solo i medici o gli ammalati e i loro familiari, ma tutti i cittadini chiamati non tanto, o solo, a modificare le loro abitudini alimentari, quanto a ritornare ad alcuni principi salutari della dieta mediterranea, cioe’ diminuire al massimo il consumo carni rosse e insaccati, ridurre i formaggi, favorire l’assunzione delle proteine di origine vegetale e aumentare i cibi integrali”, ha detto Ciambetti.

“Noi siamo cio’ che mangiamo, diceva Feurbach, e questa sua affermazione dovrebbe farci riflettere sulla necessita’ di riconquistare uno stile di vita piu’ austero e sobrio, che non e’ solo un principio medico ma anche di grande valenza sociale oltre che economica. Il peso delle cure per il diabete in Italia rappresenta il 15 per cento della spesa sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale. Una cifra enorme. Un’ultima considerazione – ha proseguito -. Fra pochi giorni, domenica per l’esattezza, saranno 40 anni esatti dalla nascita del Servizio Sanitario Nazionale che, con la legge 833 del 1978 garanti’ l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini”. (Italpress).

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