Patologie per il 67% della popolazione detenuta

Disturbi psichici, malattie infettive e malattie gastroenteriche. Ma anche problemi al sistema circolatorio e neoplasie. Patologie che spesso si vanno a intrecciare con dipendenze da una o piu’ sostanze stupefacenti. Quella delle carceri e’ una popolazione molto particolare, che ha pero’ diritto ad un accesso alle cure e all’assistenza farmaceutica pari a quella di tutti gli altri cittadini, e la loro Salute e’ un problema di Salute pubblica a cui deve fare fronte il Servizio sanitario nazionale. Di questo si e’ parlato al 39° Congresso nazionale di SIFO, la Societa’ dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, dove si e’ tenuto un corso precongressuale “La gestione dell’assistenza farmaceutica nel sistema penitenziario italiano” dedicato proprio a fare il punto su criticita’ e proposte per migliorare l’accessibilita’ alle cure. Un focus particolare e’ stato poi dedicato al problema dell’epatite C, una delle malattie infettive piu’ diffuse nella popolazione penitenziaria.

“Il contesto carcerario e’ molto particolare, in primis perche’ si tratta di persone private della liberta’ personale, in secondo luogo perche’ per il tipo di patologie diffuse e’ un setting molto particolare e la gestione clinica del farmaco (che significa anche vigilanza sugli effetti collaterali dei farmaci) inevitabilmente ne e’ influenzata e ne risente- afferma Domenica Costantino di SIFO -. Abbiamo organizzato questo momento di confronto per discutere insieme di molti aspetti: la continuita’ terapeutica, i prontuari regionali, le strutture disponibili, i rapporti con i servizi del territorio (dai Sert alla Salute mentale all’Infettivologia), i rapporti tra gli operatori sanitari e i detenuti. L’obiettivo e’ quello di migliorare l’assistenza farmaceutica nelle carceri, soprattutto nel senso di ottenere procedure omogenee che garantiscano l’equita’ dell’accesso alle cure”.

A fare da quadro alla discussione uno studio realizzato dall’associazione CONOSCI che nel 2016 ha documentato lo stato di salute della popolazione nelle carceri con la partecipazione di sei Regioni e di una provincia. Uno studio approfondito su un campione di 16.000 detenuti, durato due anni, che tuttora è tra i più completi a livello europeo e non solo. I dati raccontano di una condizione patologica per il 67,5% del totale e vedono i detenuti italiani essere affetti in primis da disturbi psichici, poi malattie dell’apparato digerente e malattie infettive. Su un totale di 16.000, i detenuti che assumono almeno un farmaco sono 8.296, con una media di 2,8 farmaci per persona. Tra i piu’ diffusi ci sono gli ansiolitici, gli antipsicotici e gli antiepilettici. (Italpress).

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