Libia: Trenta “Tema sicurezza nazionale, stabilizzazione necessaria”

“La Libia è una priorità, un tema di sicurezza nazionale e una sua stabilizzazione è necessaria al fine di fermare la continua tratta di esseri umani e qualsiasi altro fenomeno che possa danneggiare la nostra stabilità. Ciononostante, come ho sempre ribadito, il processo di stabilizzazione deve essere inclusivo, intralibico, attraverso l’ascolto di tutte le realtà territoriali. La conferenza di pace, seguita dalla Farnesina, va proprio in questa direzione. Quando hai di fronte un amico, se c’è qualcosa che non va se ne parla schiettamente, con franchezza. Questo è avvenuto, tutto qua. Parigi continua ad essere un interlocutore primario anche per la stabilizzazione della Libia e delle aree di crisi”. A dirlo, in un’intervista a “Il Mattino”, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in vista della conferenza per la Libia che si svolgerà a Palermo la prossima settimana.

Il flusso migratorio verso le nostre coste si e’ considerevolmente ridimensionato nonostante le incerte condizioni di sicurezza in Libia. La missione in Niger può essere decisiva su questo fronte, quanti militari saranno impiegati? “Una missione molto importante proprio per il contenimento dei flussi. Dopo nove mesi di impasse siamo riusciti a sbloccarla, intavolando un dialogo costruttivo con il governo nigerino, a differenza di quanto era stato fatto da chi ci ha preceduto. Ci muoveremo – spiega il ministro – in base alle richieste delle autorità locali, secondo le loro esigenze, quindi non si può parlare di numeri, perché ogni provvedimento sarà preso in base alle richieste del governo locale. Ma, le ripeto, questa è una missione che serve, che riguarda l’interesse nazionale. E proprio in tal senso ho deciso di avviare un ridimensionamento in Iraq, con una prima riduzione di uomini a Mosul per poi procedere a una chiusura completa della missione Presidium presso la diga, poiché non sussistono più le condizioni che emergevano precedentemente. Non lasceremo soli gli iracheni – assicura – ma, per la prima volta, cominciamo come Italia a calibrare le nostre missioni secondo i nostri interessi”. (Italpress).

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