Malattie reumatiche condizionano maternità per 55% donne

Paura di non essere in grado di prendersi cura del proprio bambino a causa della malattia e timore che la terapia farmacologica possa risultare dannosa per il bambino (nel 32% dei casi), preoccupazione di trasmettere al bambino la propria malattia (16% dei casi): le donne con malattie reumatiche sono condizionate in maniera negativa rispetto al loro desiderio di maternita’ tanto che piu’ di 1 su 2 (55%) ha paura di diventare mamma per queste ragioni. Di malattie reumatiche e gravidanza e dei risultati dell’indagine condotta in 24 centri reumatologici di riferimento su tutto il territorio nazionale italiano, su 398 donne con malattie reumatiche tra i 18 e i 55 anni, se ne e’ parlato a Roma nel corso del convegno “La Salute della donna con malattie reumatiche croniche in eta’ fertile. Il valore della medicina di genere”, organizzato da HPS-AboutPharma e ONDA, Osservatorio nazionale sulla Salute della donna e di genere, con il patrocinio di ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici, APMAR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, GISEG – Gruppo Italiano Salute e Genere, Istituto Superiore di Sanita’, SIDEMAST – Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIMG – Societa’ Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie e SIR – Societa’ Italiana di Reumatologia, con il contributo non condizionato di UCB Pharma.

In Italia secondo Istat le malattie reumatiche rappresentano la condizione cronica piu’ diffusa nella popolazione italiana e colpiscono 5 milioni e mezzo di persone; 2 su 3 sono donne, ben 3 milioni e mezzo di italiane che hanno a che fare con queste malattie. “Nell’immaginario comune le malattie reumatiche sono associate alla vecchiaia, ma sappiamo che prediligono le donne e si manifestano per lo piu’ in eta’ giovane, condizionando il sogno di essere mamme – sostiene Francesca Merzagora, Presidente ONDA -. Diversi studi dimostrano che gli ormoni femminili giocano un ruolo importante nelle cause e nello sviluppo delle malattie reumatiche. Soprattutto in reumatologia, quindi, guardare la malattia ‘al femminile’ attuando un approccio di genere e’ fondamentale: puo’ portare a migliorare la diagnosi e la terapia e permettere quindi alle donne di programmare una vita familiare in sicurezza”. La gravidanza e le malattie reumatiche, come artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartite assiale, lupus eritematoso sistemico e sclerosi sistemica, si influenzano a vicenda, a volte con effetti positivi altre volte con effetti negativi. La gestazione infatti puo’ influire sul decorso della malattia che, a sua volta, se non ben controllata, puo’ causare diverse complicanze.

“Va sfatato – spiega Angela Tincani, Professore Ordinario di Reumatologia, Università degli Studi di Brescia e Coordinatrice Gruppo medicina di genere, SIR – Societa’ Italiana di Reumatologia – il preconcetto secondo cui in gravidanza non sia possibile praticare il trattamento appropriato: esistono farmaci che possono essere utilizzati in donne colpite da malattie infiammatorie croniche prima e durante la gravidanza e continuati anche durante l’allattamento al seno. Il trattamento deve essere gestito e condiviso da reumatologo e ginecologo”. “Ormai è acclarato e supportato da evidenze scientifiche che la medicina di genere è una nuova frontiera per una migliore appropriatezza terapeutica in determinate malattie – dichiara la Senatrice Paola Boldrini, Membro XII Commissione Permanente Igiene e Sanità, Senato della Repubblica – Tra queste sicuramente le malattie reumatiche aprono una sfida all’applicazione della medicina di genere soprattutto nella particolare condizione dell’età fertile in cui molte donne incontrano la malattia e che desiderano una gravidanza. E’ necessario per questo che i decreti previsti dall’art. 1 e 3 della legge 3/2018 che prevedono la sua applicazione vengano approvati il più presto possibile proprio per permettere di diffondere a tutti i professionisti della salute un approccio diagnostico terapeutico finalizzato all’appropriatezza delle cure”. (Italpress).

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