Furlan: “Accordo Ardagh può diventare modello apripista”

Conservare il posto di lavoro anche se si è gravemente malati per un lungo periodo. Pare un diritto, che in realta’ non e’ tale dato che i contratti di lavoro nazionali pongono un limite temporale alla malattia. Qualcosa di straordinariamente diverso, invece, e’ accaduto grazie alla concertazione tra sindacato, dipendenti e dirigenti della Ardagh Metal Packaging di Montecchio. Il primo caso in Italia che dimostra ulteriormente come il welfare aziendale possa migliorare attraverso il dialogo tra le parti. “Ogni lavoratore, – spiegano Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale e il segretario della stessa categoria Mario Olivito -, in caso di malattia, ha diritto di conservare il proprio posto di lavoro per un determinato periodo chiamato comporto che, come da contratto nazionale, e’ di 18 mesi nell’arco di tre anni lavorativi. Durante il comporto, il dipendente non potra’ essere licenziato ma, se l’assenza si protrae oltre tale periodo, il datore puo’ licenziare il lavoratore per giusta causa. Grazie alla trattativa tra i rappresentanti della Rsu aziendale, del sindacato e dei dirigenti, pero’, i dipendenti di Montecchio sono riusciti a congelare i limiti del comporto in caso di tutte le malattie previste dal contratto nazionale”.

“Un risultato unico – aggiunge Ciro Caruso, rappresentante Rsu e dipendente di Ardagh Metal Packaging di Montecchio Emilia -. Oltre a percepire il 100% dello stipendio, durante tutto il periodo della malattia, che secondo il contratto nazionale puo’ essere dell’80%, siamo riusciti a salvaguardare il posto di lavoro di coloro che si ammalano gravemente. In questo modo potranno curarsi e recarsi nei luoghi di cura senza avere paura di perdere il posto di lavoro”. “Quello che serve e’ un welfare aziendale concreto ed efficace – continuano Uriti e Olivito – . Per ottenere cio’ bisogna coinvolgere di piu’ le aziende, i sindacati, le Rsu, e i dipendenti affinche’ si instauri un dialogo continuo a tutela del lavoro”.

“Rilanciare la contrattazione a livello nazionale partendo dai buoni esempi sul territorio” – e’ quello che serve anche per William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale. La contrattazione e’ il giusto metodo per ottenere obbiettivi importanti come c’insegna il caso di Montecchio. E di questo abbiamo parlato nel recente forum sul tema dove abbiamo ribadito l’importanza del lavoro svolto il 2.660 aziende, tra Reggio e Modena, dove grazie alla contrattazione sono stati distribuiti ai lavoratori oltre 87 milioni di euro. Per questo dico che dobbiamo imparare a cogliere le peculiarita’ positive della contrattazione sul territorio e seguirle anche a livello nazionale. Realta’ di questo tipo devono fare da apri pista per ripensare il welfare aziendale”. Anche la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan giudica “molto innovativo questo accordo che non solo puo’ diventare un modello apripista da estendere in tante altre aziende ed in tutti i settori lavorativi, ma dimostra soprattutto la vitalita’ e la concretezza delle relazioni sindacali su un tema importante come quello della tutela della salute che sta molto a cuore ai lavoratori ed al sindacato”. (Italpress).

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