Barbagallo: “Investimenti pubblici e meno tasse su lavoratori”

“Siamo preoccupati se i 22 miliardi che sono nella manovra non servono a fare investimenti pubblici, che permettono la ripresa economica del Paese. Servono investimenti in infrastrutture, noi abbiamo un Paese con il 68% di zona sismica, il rimanente ha problemi idrogeologici, basta vedere cosa accade a Roma con un acquazzone tropicale per capire che bisogna investire in sicurezza, inoltre abbiamo tutte le infrastrutture in scadenza e non dovremmo spendere soldi in emergenza. Questo permetterebbe la ripresa economica”. Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine della presentazione di “Job Ciak – I giovani riprendono il lavoro”, in vista della pronucia della Commissione Ue sulla manovra. “Poi, c’è un problema che non si vuole comprendere: si possono ridurre le tasse alle imprese come hanno sempre fatto, ma se non si riducono le tasse ai lavoratori e ai pensionati che sono le più alte d’Europa – sottolinea – non ci sarà quel potere d’acquisto che serve per salvare quelle imprese che producono per i consumi interni”, ha aggiunto.

Per Barbagallo in questa manovra ci sono “luci ed ombre, abbiamo apprezzato la discontinuità rispetto alla austerità che ha fatto impoverire l’Europa e il nostro Paese e quando ciò accade, emergono anche delle tensioni difficili da governare. Inoltre, la quota 100 è una base di partenza perché più essere applicata per alcuni tipi di lavoro ma non per i giovani, le donne e i precari. Se il governo ci convoca possiamo dare un aiuto e correggere alcuni aspetti”. (Italpress).

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