Scuola: Anief, operazione verità organici personale e classi pollaio

Scatta l’operazione verità sulla gestione delle scuole italiane: l’Anief sta inviando ai propri candidati eletti tre interpelli diretti ai rispettivi dirigenti scolastici “per indagare sulle classi pollaio, sull’organico di fatto del personale, sui posti in deroga assegnati o non concessi sul sostegno. L’azione consentirà anche di stabilizzare tutti quei precari che non hanno avuto la possibilità di sottoscrivere un contratto con scadenza 31 agosto dell’anno successivo, pur lavorando su posti vacanti e disponibili. L’assunzione nei ruoli dello Stato dopo 36 mesi di servizio svolto, ad ogni modo, non puo’ infatti riguardare soltanto i contratti stipulati fino al 31 agosto, perché ci sono migliaia di posti erroneamente inseriti in organico di fatto e si deve prevedere in caso di clausola rescissoria la conferma dei ruoli di chi e’ gia’ stato assunto e ha superato l’anno di prova. Per questo, diventa centrale l’operazione verità sugli organici avviata dall’Anief. Certamente, deve essere considerato tutto il servizio prestato dall’adozione della direttiva UE e non dal 1° settembre 2016”.

” È ora di finirla con il valzer delle riforme che continuano a giocare sulla pelle dei lavoratori – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – mentre serve una soluzione vera che prenda in considerazione e affronti con chiarezza tutta una serie di problematiche che non possono piu’ essere ‘nascoste sotto il tappeto’ attraverso provvedimenti che altro non fanno se non confondere le acque. Il problema è che non sembra che con la nuova legislatura si sia compreso appieno la situazione che si è andata a delineare in questi anni, perché caratterizzata volutamente, per motivi di cassa pubblica, da una falsa articolazione dell’organico di fatto, nel quale sono state collocate decine di migliaia di posti vacanti e disponibili. Questi, infatti, sarebbero dovuti essere annoverati in organico di diritto e quindi risultare utili sia per la mobilita’ del personale, sia per le assunzioni a tempo indeterminato”.

“L’apice di questa cattiva prassi tipicamente italiana – aggiunge il presidente Anief – si e’ toccato con l’assegnazione dei docenti di sostegno, con la Legge 128/2013, che ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati: appena il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila – è assegnata ad un docente di ruolo. Le altre, continuano ad andare a supplenza annuale, malgrado si tratti di posti a tutti gli effetti disponibili. E non interessa se nel frattempo il numero di alunni disabili è quasi raddoppiato. Anche i buoni propositi degli estensori della Buona Scuola e del decreto legislativo 66/2017 si sono perse, per continuare a dare spazio alle ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio degli alunni piu’ deboli. La situazione e’ ora comunque sottoposta al giudizio del Tar del Lazio che nei giorni scorsi ha fatta sapere di volerci vedere chiaro, chiedendo un’istruttoria al Miur per capire perche’, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici di sostegno rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo andare”. (Italpress).

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