Intossicazione da funghi, vademecum centro antiveleni Gemelli

In Italia il 90% dei casi di intossicazione da funghi si verifica nel trimestre settembre-novembre, nei mesi in cui la raccolta di questi prodotti del bosco è più frequente. Tale raccolta deve rispettare soprattutto le regole degli ispettorati micologici e in casi infrequenti, l’intossicazione acuta può determinare anche la morte. Proprio in relazione alle intossicazioni acute, tra cui rientrano quelle da ingestione di funghi, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha realizzato un percorso clinico ad hoc – presentato questa mattina – nella Hall del Policlinico Gemelli.

Per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui rischi di avvelenamento, gli esperti Alessandro Barelli e Maurizio Soave del Centro Antiveleni della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli hanno elaborato un vademecum sulle intossicazioni da funghi con le indicazioni per evitare i rischi derivati dal consumo, facendo chiarezza sulla pericolosità di alcuni con l’intenzione di fugare paure ingiustificate e mettere in guardia dall’intossicazione. Il vademecum è pubblicato sul sito della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli: www.policlinicogemelli.it.

È possibile consumare funghi raccolti, ma solo se i funghi vengono riconosciuti come non tossici da un micologo, spiegano Barelli e Soave. Gli ispettorati micologici sono disponibili per questo e un elenco esaustivo di quelli esistenti in Italia è disponibile nel sito del Ministero della Salute. Esistono funghi mortali? Si’. L’Amanita Phalloides, ad esempio, contiene una potente sostanza in grado di danneggiare in modo irreversibile fegato e reni; nelle situazioni più gravi l’unica possibilità di sopravvivenza e’ legata al trapianto di fegato.

L’Amanita Phalloides può essere scambiata per altri funghi non tossici. Solo un micologo è in grado di distinguere le diverse specie e spesso solo attraverso analisi sofisticate. La cottura disattiva le tossine dei funghi “solo in alcuni casi; le tossine epato-tossiche dell’Amanita Phalloides resistono alle alte temperature e quindi la cottura non protegge dall’intossicazione. Come si manifesta l’intossicazione da funghi? Nella quasi totalità dei casi, sottolineano gli esperti, i primi sintomi sono gastroenterici come nausea, vomito, dolori addominali, diarrea profusa. Dopo quanto tempo dall’ingestione si manifestano i sintomi? L’intervallo di tempo tra ingestione e comparsa dei sintomi è variabile e dipende dalla specie; latenze superiori alle 6-8 ore sono particolarmente sospette e allarmanti Cosa fare in caso di intossicazione? Chiamare il Centro Antiveleni, riferire nei dettagli cosa è accaduto e seguire accuratamente le indicazioni che vengono date. I bambini e le donne in gravidanza possono consumare funghi? Si’, adottando tutte le precauzioni igieniche comuni alla maggior parte degli alimenti. Considerata la scarsa digeribilità, è buona norma non eccedere sia in quantità che in frequenza. (Italpress).

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