Brunetta: “Mandrakata, NaDEF fuori da ogni logica economica”

“Siamo all’economia di Mandrake. Leggendo il testo della NaDEF, realizziamo purtroppo che siamo nelle mani di veri e propri buoni a nulla, ma capaci di tutto. Il nuovo quadro programmatico è, infatti, completamente al di fuori di ogni logica economica. Tanto per fare un esempio, non e’ vero che il deficit nominale scenderà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021, come scritto dal governo. Nel 2020, infatti, l’Esecutivo scrive di voler lasciare ancora attive le clausole di salvaguardia sull’IVA per 13,6 miliardi e addirittura per 15,6 miliardi dal 2021 in poi. Questo significa che, già solo per non aumentarla nel 2020, il deficit parte dalla soglia del 2,9%”. Cosi’ Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, in una nota. “Basterà un minimo scostamento delle già iper-ottimistiche previsioni di crescita del PIL, ritenute “una follia” dai funzionari europei, e già la soglia massima del 3% verrà sorpassata, facendo aumentare il rapporto debito/Pil. Incredibile è poi vedere come il Governo pretenda di voler far credere che misure di mero aumento di spesa corrente, come quelle per il reddito di cittadinanza e le pensioni, pari a poco più di 15 miliardi di euro, possa provocare un aumento di Pil di oltre 20 miliardi”, aggiunge.

“Non vorremmo essere davvero nei panni del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che tutto ha fatto per far passare una linea di buon senso apprezzata anche dalla Commissione Europea, e che ora si trova a dover affrontare il giudizio dell’UPB, che probabilmente non validerà il quadro macro, settimana prossima, quello della Commissione Europea, che boccerà senza appello la manovra, tra pochi giorni e quello delle agenzie di rating, a fine mese, che declasseranno il debito italiano – sottolinea Brunetta -. Non parliamo poi dei mercati finanziari, perché questi il loro giudizio negativo lo stanno esprimendo ormai da settimane. In tutto questo, il Governo ha deciso di far pagare il conto della manovra alle banche, tagliando loro gli incentivi fiscali, perché nella visione della società di Di Maio gli istituti di credito sono nemici da colpire e non istituzioni che, erogando credito, fanno da volano all’economia. Inutile stupirsi se poi, come oggi, l’indice azionario del settore registra un nuovo crollo, con alcune banche che si sono ormai talmente svalutate da essere diventate preda dai grandi fondi esteri. Il risparmio degli italiani in mano agli stranieri è la ciliegina sulla torta di questo governo di buoni a nulla ma capaci di tutto”. (Italpress).

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