Scuola: Anief “Nel def corsi di sostegno e riforma reclutamento”

Per l’Anief, il sindacato della scuola, con il Documento di economia e finanza approvato dal Cdm, il Governo “intende cambiare la formazione iniziale dei docenti di sostegno, definendo degli indicatori per misurare la qualita’ dei processi di inclusione in ogni istituto; attuare la revisione del sistema di selezione-formazione iniziale; affrontare il problema dei trasferimenti del personale di ruolo che oggi compromette la continuita’ didattica danneggiando gli alunni; aggiornare la formazione in servizio del personale amministrativo, tecnico e ausiliario”. Per il sindacato Anief, le disposizioni previste rappresentano solo una piccola parte di quelle da attuare. “Nelle prossime settimane, sara’ importante migliorare le norme gia’ presenti e introdurne delle nuove, attraverso emendamenti alla Legge di Stabilita’ 2019 che garantiscano la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Ma anche riaprendo le GaA, riconducendo a un anno il Fit e stabilizzando il personale con 36 mesi di servizio su posti vacanti, riconoscendo la card al personale Ata, introducendo organici differenziati in base alle esigenze del territorio oltre al tempo pieno e al potenziamento al Sud, garantendo infine il diritto alla famiglia per i lavoratori di ruolo”.

“C’e’ anche molta scuola nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata dal Consiglio dei ministri all’unanimita’ giovedi’ scorso – si legge ancora nel comunicato -. Nel dettaglio, attraverso il Def, caposaldo della manovra di bilancio 2019, il Governo intende cambiare la formazione iniziale dei docenti di sostegno, definendo degli indicatori per misurare la qualita’ dei processi di inclusione in ogni scuola; attuare la revisione del sistema di reclutamento; affrontare il problema dei trasferimenti che limita un’adeguata continuita’ didattica; aggiornare la formazione in servizio del personale Ata”. Secondo il sindacato “le disposizioni previste rappresentano solo una piccola parte di quelle da attuare. Nelle prossime settimane, sara’ importante migliorare le norme gia’ presenti e introdurne delle nuove. Altrimenti il sistema scolastico continuera’ a rimanere “ingessato” e senza prospettive di sviluppo, con la continuita’ didattica impossibile da attuare e gli studenti a farne le spese come sempre. Proprio per scongiurare tale possibilita’, Anief e’ pronta a presentare emendamenti alla prossima Legge di Stabilita’, al fine di garantire la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto, di riaprire le GaE al personale precario abilitato riconducendo a un anno il Fit, la formazione iniziale che porta all’immissione in ruolo, e stabilizzando il personale supplente con 36 mesi di servizio su posti vacanti. Sarebbe opportuno, inoltre, riconoscere la card della formazione anche al personale Ata, introdurre organici differenziati in base alle esigenze del territorio, attuare finalmente il tempo pieno e il potenziamento anche al Sud”.

“Queste disposizioni – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – avrebbero il vantaggio di garantire anche il diritto alla famiglia per i lavoratori di ruolo, senza strumentalizzazioni rispetto a una continuita’ didattica che si ottiene soltanto eliminando la precarieta’. Il Governo Pd ha perso questa occasione, ritrovandosi contro tutto il mondo della scuola”. “E’ evidente che se l’attuale Esecutivo non vuole incorrere nello stesso errore, deve attuare delle disposizioni efficaci che vadano ad incidere su tutto il personale precario, ad iniziare da quei maestri con diploma magistrale immessi in ruolo e poi licenziati, sino ai laureati abilitati dal primo ciclo alla secondaria. Quella dei concorsi, ordinari e straordinari, e’ una strada percorribile, ma prima va cancellato una volta per tutte il precariato storico, tramite l’unica soluzione possibile: la riapertura delle GaE, come e’ stato fatto gia’ nel 2008 e nel 2012. Anche per scongiurare risarcimenti copiosi che da Lussemburgo presto potrebbero trasformarsi in una sentenza da attuare”. (Italpress).

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