Cybersicurezza: Profumo “Serve cambio nella cultura aziendale”

“Nel 2017 la cybersicurezza e’ costata a imprese e privati di tutto il mondo 500 miliardi di dollari. Cinque volte di piu’ rispetto al 2011”. Lo afferma Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, in un’intervista al Sole 24 Ore. Leonardo protegge la sicurezza informatica di quasi tutta la Pubblica amministrazione italiana, ma anche infrastrutture critiche nazionali, industrie multinazionali e, dal 2012, oltre 75 siti in 29 paesi della Nato. Per Profumo “le istituzioni hanno fatto molti passi avanti nel comprendere l’urgenza del problema. E lo stesso le grandi imprese. C’e’ molto lavoro da fare ancora tra le piccole e le piccolissime imprese, che poi sono la maggioranza nel nostro tessuto industriale, che risulta quindi particolarmente esposto. Cosi’ come molti strati della popolazione. Un’asimmetria di percezione che non va sottovalutata e va colmata”.

“Nel mondo bancario si tende a considerare la cybersicurezza come un obbligo normativo: ci si protegge prima di tutto per rispettare dei regolamenti e per mettere al sicuro i dati dei clienti. E’ questa la prima spinta per questo tipo di investimenti. Non si ha, da quella prospettiva, una reale dimensione della minaccia. Che e’ di gran lunga piu’ vasta di quella che si puo’ immaginare. E poi ci sono le conseguenze… Il furto di dati ha un costo. Ma la conseguenza piu’ grave, per una banca, e di gran lunga piu’ costosa, e’ quella del danno reputazionale. La cybersicurezza e’ molto di piu’ di un obbligo normativo. E richiede un cambio nella cultura aziendale”. (Italpress).

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