Pyeongchang 2018: doping, sentenza Tas su Russia, Wada non ci sta

La decisione del Tas di cancellare la squalifica di 28 atleti russi “ha fatto scoppiare un incendio” a ridosso dei Giochi di Pyeongchang. Sir Craig Reedie, presidente della Wada, ritiene che il Tribunale arbitrale stavolta abbia preso un abbaglio. “Sono davvero dispiaciuto per questa sentenza – ha ammesso – È abbastanza triste sotto molti punti di vista. Siamo i principali utenti del Tas e nella maggior parte dei casi le decisioni che otteniamo sono positive e una sentenza del genere salta subito all’occhio. E se in ballo c’è una delle più grandi truffe messe in atto dal più grande Paese al mondo prima di un’Olimpiade, è come mettere benzina sul fuoco. Mi piacerebbe capire perché il Tas ha portato a questa situazione”. Intanto, per quanto riguarda Pyeongchang, sono previsti 2.500 controlli sangue-urine, di cui 1600 correlati alle gare e 900 fuori dalle competizioni. A questi test vanno aggiunti i circa 17 mila campioni esaminati da aprile scorso ad oggi. “Spero che tutto questo darà agli atleti la piacevole sensazione di prendere parte a una competizione corretta e onesta. È stato fatto tutto il possibile per dare loro un appropriato campo di gara e spero più che mai che alla fine dei Giochi sia così”.

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