Una speranza per l’Abruzzo

L’Abruzzo è l’unica regione dove sia il Presidente della Regione, sia il Vice Presidente, sono candidati nelle elezioni politiche e lo sono a distanza ancora notevole delle scorse elezioni regionali, dove entrambi, con il PD, si presentarono come protagonisti e garanti di una nuova stagione di sviluppo.
La loro improvvisa scelta appare segno di una consapevolezza, inconfessata, del fallimento di una gestione che si è distinta soprattutto per un culto della personalità al quale non ha mai corrisposto, in termini appena adeguati, quel “fare” che veniva presentato come il tratto distintivo della legislatura ancora in corso.
Ma, anno dopo anno, il nuvolone delle “chiacchiere” è stato dissolto da una realtà diversa, quella di una regione che sta perdendo colpi e che non può più vantare le eccezionali performance che ne distinsero il prodigioso sviluppo negli anni della lunga stagione democratica cristiana e popolare, quella degli Spataro, di Gaspari e Natali e di una serie di Presidenti della Regione fortemente impegnati sul versante di una integrazione complessiva dei tradizionali due Abruzzi (Citra ed Ultra) in una nuova identità: quella di Abruzzo.
Per risollevarsi dall’attuale condizione di marginalità e di uno stile di governo dominato spesso da isterismi e verbosità, sarebbe necessario tornare al cuore di quello che fu il disegno ispiratore del miracolo economico abruzzese e al respiro e allo stile di governo che furono apprezzati ed imitati in Italia ed in Europa.
Ed è evidente che tale svolta non può venire dall’attuale classe dirigente del PD, ben lontana sia qualitativamente, sia eticamente, da quella che fu propria della DC, con la conseguenza che nella fisionomia delle liste elettorali presentate non si ravvisano personalità che possano raccogliere il testamento di un’eredità tanto suggestiva quanto feconda.
Per nostra fortuna, ci salverà il caso. Si, perchè il personaggio ce l’ha regalato una legge elettorale che affida agli organi centrali dei Partiti la scelta dei futuri parlamentari ed è rappresentata da Gianfranco Rotondi, leader del filone cattolico democratico di Forza Italia, amico personale di Silvio Berlusconi e Ministro nei suoi ultimi governi.
Un personaggio autorevole, quindi, legato anche all’Abruzzo dall’averlo eletto a luogo di soggiorno da oltre 50 anni e provvisto di una storia, di una credibilità e di uno stile che possono farne quell’uomo nuovo che la gente attende e che sappia riscattare la politica abruzzese dalle sue attuali meschinità, fino a farne immagine e strumento di un divenire pari a quello della grande stagione democratica cristiana.
Gianfranco è persona colta e spiritosa: ben diversa, quindi, da certi personaggi nostrani, introversi e cupi, perchè mai appagati nella loro ambizione.
E l’Abruzzo, più che di ambiziosi, ha bisogno di chi ne curi la complessità, le vocazioni ed i bisogni con spirito di servizio, secondo la migliore tradizione dei cattolici impegnati in politica.

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