Ministero del Lavoro: “Jobs Act non autorizza controlli a distanza”

“Con riferimento ad alcune affermazioni, riportate dalle agenzie di stampa, secondo le quali il jobs act avrebbe autorizzato l’utilizzo di dispositivi per il controllo a distanza dei lavoratori, si precisa che queste affermazioni non rispondono alla verità dei fatti”. È quanto si legge in una nota del ministero del Lavoro, che prosegue: “Il jobs act ha adeguato la normativa contenuta nello Statuto dei lavoratori -risalente al 1970- alle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute. La norma non ha dunque ‘liberalizzato’ i controlli, ma ha fatto chiarezza circa il concetto di ‘strumenti di controllo a distanza’ ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti attraverso questi dispositivi, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni. Inoltre, la disposizione ha previsto che, in ogni caso, questi strumenti possano essere adottati esclusivamente previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro o del Ministero. Di più: la norma in questione rafforza e tutela ancor meglio rispetto al passato la posizione del lavoratore, imponendo che al lavoratore venga data comunque adeguata informazione circa l’esistenza e le modalità d’uso di strumenti di lavoro che possano consentire un controllo a distanza”.

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