Trump: “Siamo di nuovo competitivi”

È probabile che in Cina non tutti abbiano ascoltato con piacere queste parole. Dunque la promessa: “Ripristineremo l’integrità del sistema commerciale. Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Usa ma per tutti i Paesi”. Confermata anche l’apertura, seppur in via ipotetica, a un rientro degli Usa nell’Accordo commerciale del Pacifico (Tpp). “Gli Stati Uniti sono pronti a negoziare accordi commerciali bilaterali con tutti i Paesi. Abbiamo già accordi con molti di questi Paesi, potremmo considerare di negoziare con gli altri, sia individualmente che forse come gruppo, se è nei nostri interessi”. La moderazione passa in secondo piano quando si tratta di esaltare l’orgoglio americano e i risultati conseguiti nel suo primo anno di presidenza. “Non c’è mai stato un momento migliore per assumere, investire, costruire e crescere negli Stati Uniti”, dice l’inquilino della Casa Bianca sottolineando che “l’America è aperta agli affari e siamo di nuovo competitivi”. Con la riforma fiscale “abbiamo realizzato un sogno che un sacco di persone avevano da anni”, aggiunge Trump, sostenendo che i redditi medi delle famiglie aumenteranno di 4mila dollari. Trump, d’altronde, è pur sempre Trump, e la moderazione scompare quando passa a parlare dei giornalisti “cattivi” e dispensatori di fake news. “Solo diventando presidente ho realizzato quanto la stampa possa essere cattiva, feroce e falsa. Da imprenditore venivo trattato bene”. Un commento che suscita qualche fischio nella platea, ma che tutto sommato non scandisce la luna di miele tra Trump e l’epicentro del potere economico mondiale.

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