La tradizione occidentale è laica

I rapporti tra occidente cristiano e Islam non sono mai stati facili, ma allo stesso tempo non sono mai stati completamente conflittuali come lo stanno diventando oggi. Basti pensare che Dante, che per l’Islam non aveva alcuna simpatia, mette il terribile Saladino tra gli spiriti eletti non cristiani nel Limbo: insomma, con personaggi del calibro di Virgilio e Cicerone. Ci sono alcuni papi, nella Commedia, che sono giudicati molto peggio. Gli scambi commerciali e culturali tra le due sponde del mediterraneo sono sempre stati costanti, e talvolta di un’importanza insormontabile. La matematica, l’astronomia, e persino la tecnica di essiccazione della pasta – simbolo di italianità nel mondo – le abbiamo imparate dai mussulmani che colonizzarono Spagna e Sud Italia. Addirittura, abbiamo un importante debito con coloro che, nel medioevo, recuperarono e conservarono la filosofia greca che noi, con la fine dell’Impero romano, avevamo dimenticato e rinnegato. Lo stesso Dante, che non sapeva una parola di greco, studiò Aristotele sul commento di Averroè. Persino la teologia cattolica non sarebbe stata la stessa senza il recupero di Aristotele, come dimostra storicamente il cristianesimo ortodosso sviluppatosi nell’Impero d’Oriente.

Ma proprio da qui si può indicare una differenza nell’evoluzione storica delle due culture, che ha portato, dopo tutti questi secoli, a delle incomprensioni profondissime. Infatti, se per Averroè si trattava di ritrovare in Aristotele la stessa verità del Corano – fare ricerca scientifica equivaleva, per l’Islam dell’epoca, a lodare la gloria di Dio – per i fondatori della nostra teologia (Agostino e Tommaso) si trattava di riuscire a coniugare la rivelazione cristiana con la filosofia pagana. Operazione che sapevano essere alquanto ardua, se non impossibile senza alcune forzature filologiche. Fatto sta che, a partire dal Rinascimento – e cioè grazie principalmente al pensiero italiano poi irraggiato in tutta Europa che ha saputo superare la Scolastica medievale – da noi si è verificata una divisione che non ha uguali nella cultura islamica: per noi teologia e filosofia sono due cose diverse. Da questa semplice differenziazione, che ha implicazioni enormi in ogni campo della vita sociale, deriva per esempio l’idea di una differenza tra fede e politica, tra vita pubblica e privata, e molto altro. Il passaggio alla modernità non è stato certo facile, basti pensare alla vicenda di Galileo, ma si è compiuto da tre secoli almeno e ha portato di fatto la cultura occidentale a essere politicamente e tecnologicamente tanto avanzata. Ecco: il concetto di laicità, che ci rende occidentali, semplicemente non esiste nella cultura islamica, ed è questa la radice vera dello scontro culturale cui stiamo assistendo. Ancora oggi, nel mondo islamico – tranne alcuni sparuti gruppi di intellettuali europeizzati – la ricerca, o il comportamento dell’individuo, tende sempre a ricollegarsi con il Libro. Ai nostri occhi, questo modo di fare scienza e cultura appare, appunto, medievale.

Ci sarebbe da specificare che parlare dell’Islam come di una comunità anche vagamente omogenea è semplicemente sbagliato. Ma restando a un livello generale di forma-mentis, questa spaccatura fa sorgere chiaramente la contraddizione degli europei del nostro tempo, che in reazione al terrorismo si radicalizzano sempre di più. Invece di ricordarci il percorso della nostra cultura, dai “due soli” danteschi alla divisione dei poteri nello stato democratico, la neghiamo pretendendo che le nostre politiche riscoprano la rivelazione cristiana. È un paradosso fortissimo, e potremmo addirittura vederci un indicatore dell’islamizzazione della nostra società: non nella rimozione di presepi e crocifissi, bensì nelle proteste per mantenerli. È un modo di pensare che avevamo superato da molto tempo, e che possiamo bollare, solo appena provocatoriamente, come ‘turco’: cioè estraneo alla nostra tradizione religiosa e politica. Diamo quindi a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.