Calcio: undici rinvii a giudizio per inchiesta fallimento Siena

Sono 11 le richieste di rinvio a giudizio per l’inchiesta sul fallimento dell’Ac Siena. Le accuse, a vario titolo e in concorso, riguardano reati finanziari tra cui bancarotta preferenziale e fraudolenta per distrazione di denaro e ricorso abusivo al credito. Le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Siena – l’udienza preliminare è stata fissata per il 24 aprile – hanno raggiunto l’ex presidente della società di calcio Massimo Mezzaroma, la sorella e ex vicepresidente Valentina Mezzaroma; Mario Lattari, referente della Black&White Communication; Pier Paolo Sganga, già membro del Cda e ad dell’Ac Siena; i consulenti Christian Pallanch, architetto e responsabile delle infrastrutture e il consulente legale Alessandra Amato; i membri del Cda Giuseppe Bernardini e Alberto Parri; i componenti del collegio sindacale Emma Capalbo, Riccardo Losi, Antonino Leggeri. A Mezzaroma contestati anche reati fiscali per dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessi versamenti di imposte e accesso abusivo al credito. Secondo la Procura di Siena dalla stagione 2011/2012 gli indagati, per iscrivere la squadra di calcio ai campionati di serie A e B, avrebbero fatto in modo che i bilanci apparissero solidi rientrando nelle regole richieste dalla Lega Calcio. I magistrati hanno indagato anche sulla cessione, nei primi mesi del 2013 del marchio Ac Siena per 25 milioni alla B&W Communication di Mario Lattari.

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