Quote latte: Corte Ue, Italia inadempiente su prelievo responsabili

La Commissione ha proposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea un ricorso per inadempimento (o infrazione) contro l’Italia, per non aver essa assolto adeguatamente al proprio compito di gestione del recupero dei prelievi per la sovrapproduzione di latte. La Commissione stima che, dell’importo complessivo di 2,305 miliardi di euro, circa 1,752 miliardi di euro non siano ancora stati rimborsati dai singoli produttori che hanno materialmente commesso le violazioni. Parte di questo importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma la Commissione stima che restino ancora da recuperare dai produttori ben 1,343 miliardi. Nell’ambito delle procedure di infrazione dell’UE, il deferimento alla Corte di giustizia costituisce la terza e ultima fase della procedura. La Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora su questo caso nel giugno 2013 e un parere motivato nel luglio 2014. Dato che l’Italia non ha mostrato alcun significativo progresso nel recupero, il caso è ora deferito alla Corte di giustizia. Con l’odierna sentenza, la Corte dichiara che, omettendo di garantire che il prelievo supplementare dovuto sulla produzione lattiera in Italia eccedente la quota nazionale, a partire dalla prima campagna d’imposizione del prelievo (1995/1996) e fino all’ultima campagna in cui è stata constatata in Italia una sovrapproduzione di latte (2008/2009), sia effettivamente imputato ai produttori che hanno contribuito a ciascun superamento del livello consentito di produzione e sia pagato in tempo utile, dopo notificazione dell’importo dovuto, dagli acquirenti o dai produttori in caso di vendite dirette o, in caso di non pagamento nei termini previsti, sia iscritto a ruolo ed eventualmente recuperato con esecuzione forzata.

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